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Peperoncino e Premio Nobel: la Vitamina C

Indice:


Introduzione

Oltre ad essere gustoso e versatile, il peperoncino ha anche moltissime proprietà, a partire dai benefici sul metabolismo fino ad arrivare ai molteplici usi in ambito cosmetologico, e tutto questo grazie all’elevato numero di sostanze nutritive che contiene: fra queste possiamo individuare il Ferro, il Calcio, il Fosforo e molte vitamine, in particolare la Vitamina C.

La Vitamina C: proprietà e benefici

È risaputo che il frutto con maggiore contenuto di Vitamina C è l’arancia e, in generale, gli agrumi, ma in realtà possiamo osservare che 100 grammi di peperoncini contengono circa 250 milligrammi di Vitamina C, quantità raggiungibile da più di 300 grammi di arance.

Nel caso in cui volessimo sostituire la spremuta di arance con una bella insalata ricca di peperoncini, andremmo sul sicuro: il fabbisogno giornaliero di questa vitamina, infatti, si può raggiungere con una porzione di circa 30 grammi di peperoncini che ci garantisce un rafforzamento delle difese immunitarie, svolge funzione antiossidante e aiuta nella riparazione dei tessuti corporei, dunque risulta utile nella prevenzione dell’invecchiamento.

L’assenza di Vitamina C nella nostra dieta provoca gravi scompensi, fra cui un’alterazione della sintesi del collagene, alla base dell’insorgenza dello scorbuto, e tutta una serie di alterazioni nell’assorbimento di nutrienti come il ferro.

Albert Szent-Györgyi e il premio Nobel

Ma come abbiamo scoperto le proprietà miracolose della Vitamina C contenuta nel peperoncino?

Albert Szent-Györgyi fu uno scienziato ungherese naturalizzato americano che nella sua vita si impegnò in moltissime ricerche, ma è grazie all’isolamento della Vitamina C che ottenne il premio Nobel in Medicina e Fisiologia.

L’attenzione dello scienziato fu catturata da una particolare vicenda storica che vedeva protagonisti i marinai incaricati di attraversare l’Oceano Atlantico per arrivare in America: questi infatti molto spesso, durante il viaggio di andata, si ammalavano di scorbuto, dunque capitava raramente che una ciurma arrivasse incolume nel Nuovo Continente. Andando per tentativi, con degli esperimenti molto poco etici, gli uomini dell’epoca compresero che le scorte di arance sulle navi erano fondamentali per la salute dei marinai. La cosa che più destò la curiosità di Szent-Györgyi fu il fatto che questo problema non insorgeva durante i viaggi di ritorno, utili per il trasporto di prodotti tipici del Centro America, come cioccolato, patate, pomodori e… Peperoncini!
I marinai infatti non si ammalavano quando erano soliti mangiare i peperoncini che avevano nelle scorte delle navi tornando verso l’Europa.

Il compito dello studioso fu quello di trovare il punto di contatto fra le arance e i nostri amati peperoncini, dunque negli anni ’30 del XX secolo riuscì ad isolare la Vitamina C prendendo in esame proprio i frutti piccanti, data l’alta concentrazione, di gran lunga superiore a quella degli agrumi.

Dalla passione alla scienza

Ancora una volta il peperoncino è fonte di salute, scoperte e storia: la vicenda dello scienziato Albert Szent-Györgyi, oltre ad essere estremamente interessante, ci insegna anche come da una passione culinaria, mista ad un po’ di curiosità, può nascere qualcosa di incredibile!


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