
Articolo completo che spiega passo dopo passo come conservare i semi di peperoncino, oltre che ad una introduzione generica.
Il peperoncino è un alimento largamente utilizzato come spezia o insaporitore in diverse parti del mondo compresa la nostra bella penisola, in particolare in Calabria ed Abruzzo, dove si prepara la famosa ‘nduja e l’olio di peperoncino piccante.
Nella sua terra di provenienza, America centrale e meridionale, è una pianta perenne, mentre in Italia fiorisce unicamente tra la Primavera e l’Estate. Appartiene alla famiglia delle Solanacee, dalle foglie piccole e dai frutti, i peperoncini per l’appunto, dalle diverse forme e colori, dal giallo al viola, a seconda della varietà.
La pianta è molto sensibile alle basse temperature e cresce bene sia in vaso che in terra. I suoi semi si conservano per poter essere utilizzati per la nuova semina, prelevandoli dai migliori esemplari della stagione precedente e una volta pronti vengono collocati nel semenzaio tra i mesi di Marzo e Aprile.
I semi di peperoncino andrebbero raccolti quando gli esemplari sono al grado maggiore di maturazione, privi di umidità ed il loro colore è al massimo della tonalità. Alcuni invece preferiscono far essiccare il peperoncino prima di raccoglierne i semi, accade spesso però che quest’ultimi siano meno vitali.
Provvisti di coltello e guanti, non resta che aprire i peperoncini a metà e prelevare, sempre con l’aiuto del coltello, la placenta provvista di semi. Attenzione a non praticare incisioni sui semi che potrebbero così deteriorarsi.
E’ preferibile prelevare l’intera placenta per due motivi molto semplici:
Una volta raccolti i semi dei peperoncini, ci sono diversi modi per prepararli alla conservazione:
Con queste modalità, i vostri semi si dovrebbero conservare nel migliore dei modi. Quando andrete a riprenderli, i semi dovranno avere ancora un aspetto sano e carnoso. Eventuali macchie scure al centro, indicano che il seme è da scartare, perché non più sano.
I semi devono essere conservati in luoghi freschi, asciutti e bui. Lasciare i semi imbustati o sotto sporigami in scatole contenenti del riso, aiuterà ad eliminare l’umidità residua. Se i semi sono perfettamente secchi è possibile anche inserirli in bustine di plastica, in caso contrario però anche una minima percentuale di umidità potrebbe far marcire i semi.
In un ambiente dal clima favorevole i semi possono durare fino a 2-3 anni. Più bassa è la temperatura del posto dove vengono conservati, maggiore sarà la loro durata, addirittura ponendoli in frigorifero la loro fertilità potrebbe perdurare fino a 10 anni. Sarebbe comunque meglio utilizzarli nel primo anno di conservazione, quando sono più fertili, successivamente, nonostante siano ancora vitali, la germinazione rimane più difficile.
Le diverse varietà di peperoncini, oltre ad essere ornamentali e altamente impiegati a livello culinario, sono estremamente importanti anche per la salute. Possiedono diverse qualità benefiche: contengono un gran numero di vitamine, pepsicina, che garantisce il sapore piccante, e lecitina, contenuta negli stessi semi. Quest’ultima sostanza permette una maggiore elasticità arteriosa, invece la pepsicina stimola la circolazione sanguigna, regola l’intestino e aiuta le funzioni gastrica.
Infatti, un consumo moderato di peperoncino è adatto a chi soffre di problemi gastrici come acidità, ulcere e gastriti. L’importante però è usarli con prudenza, perché un eccesso al contrario può causare irritazioni ed altre patologie.