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Chiltepin

Indice:


Storia:

Il peperoncino Chiltepin è una varietà selvatica di Capsum Annuumm endemica del deserto di Sonorah, questo comprendente Arizona e Messico. Il nome deriva dall'espressione: "nahuatl chilitecpintl", la quale può essere tradotta in "peperoncino pulce". Curioso nominativo è senz'altro dovuto alle piccole dimensioni del frutto e alla sua elevata piccantezza. Quest'ultima, infatti, risale a 50.000 - 100.000SHU.

Il frutto:

Il frutto è tondeggiante e compresso ai lati. Raggiunge dimensioni minime, tanto da passare inosservato, a volte, agli occhi dei meno esperti. Misura, infatti, circa 1,2cm di lunghezza e di pochissimi millimetri è il suo spessore. Da immaturi, appena sbocciati, si presentano con una tipica colorazione verde offuscata, per poi tangere, nell'intermezzo di crescita, un tono bluastro; una volta maturo, assume la pigmentazione rossa furente della maggior parte dei peperoncini.

La piccantezza può essere gusata su pietanze di ogni tipo; purtuttavia, è necessario non esagerare, poiché l'elevato tasso Scoville potrebbe ottenebrare i sapori della portata principale.

La pianta:

La pianta di Chiltepin può sfiorare ed eguagliare il metro di altezza, con un diametro di 1,20m. All'apparenza sottile e fragile, è in realta molto robusta e particolarmente resistente ai climi freddi, peculiarità che la rende arbusto di perenne allevamento, in ogni parte del mondo, nonostante sia originaria del Sudamerica e dell'America Centrale.

Le foglie attecchite alle ramificazioni assumono forma ovale ed eguagliano i 5cm di lunghezza, oltre ai 3cm di larghezza; produce fiori dai candidi petali leggermente rivolti in basso, dal peduncolo eretto e smorto. I semi sono al massimo 10 e si riscontrano sparsi nella bacca intera.

Coltivazione:

La coltivazione avviene soprattutto in vaso. La grande resistenza della varietà consente alla pianta di essere allevata nonostante i periodi e i climi rigidi. Si raccomanda una parsimoniosa esposizione al solo e un'innaffiatura costante, leggermente più copiosa o frequente nei periodi estivi. L'elevata piccantezza dei frutti è ricercata in tutto il mondo: nonostante sia una cultivar tutt'altro che rara e di vita breve, non è comunque facile ottenerne i semi, date le frequenti richieste dei compratori.

Consigliamo di acquistarla non appena sia lecita l'occasione.

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Curiosità:

  • Gli indios consideravano "mago" chiunque mangiasse questo tipo di peperoncino. Probabilmente, s'attribuiva simile carica per via dell'elevata piccantezza del frutto che, all'epoca, era quasi considerato immangiabile.
  • Sempre gli indios, restando in tema, credevano che il frutto donasse la massima protezione contro la stregoneria.

Domande e commenti: