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Guida alla conservazine dei semi di peperoncino

Indice

Articolo completo che spiega passo dopo passo come conservare i semi di peperoncino, oltre che ad una introduzione generica.

Cos'è il peperoncino?

Il peperoncino è un alimento largamente utilizzato come spezia o insaporitore in diverse parti del mondo compresa la nostra bella penisola, in particolare in Calabria ed Abruzzo, dove si prepara la famosa ‘nduja e l’olio di peperoncino piccante.

Nella sua terra di provenienza, America centrale e meridionale, è una pianta perenne, mentre in Italia fiorisce unicamente tra la Primavera e l’Estate. Appartiene alla famiglia delle Solanacee, dalle foglie piccole e dai frutti, i peperoncini per l’appunto, dalle diverse forme e colori, dal giallo al viola, a seconda della varietà.

La pianta è molto sensibile alle basse temperature e cresce bene sia in vaso che in terra. I suoi semi si conservano per poter essere utilizzati per la nuova semina, prelevandoli dai migliori esemplari della stagione precedente e una volta pronti vengono collocati nel semenzaio tra i mesi di Marzo e Aprile.

Quando e come raccogliere i semi

I semi di peperoncino andrebbero raccolti quando gli esemplari sono al grado maggiore di maturazione, privi di umidità ed il loro colore è al massimo della tonalità. Alcuni invece preferiscono far essiccare il peperoncino prima di raccoglierne i semi, accade spesso però che quest’ultimi siano meno vitali.
Provvisti di coltello e guanti, non resta che aprire i peperoncini a metà e prelevare, sempre con l’aiuto del coltello, la placenta provvista di semi. Attenzione a non praticare incisioni sui semi che potrebbero così deteriorarsi.

Perchè non raccogliere solo i semi di peperoncino?

E’ preferibile prelevare l’intera placenta per due motivi molto semplici:

  • I semi rimanendo ad essa collegati raggiungono comunque la maturazione completa, ottenendo quindi una maggiore fertilità durante la semina.
  • Durante la conservazione, la placenta continua a produrre un olio dal nome di Capsaicina, che
    permette la massima protezione dei semi da muffe e batteri.
 

Metodi di conservazione dei semi di peperoncino

Una volta raccolti i semi dei peperoncini, ci sono diversi modi per prepararli alla conservazione:

  • Essiccazione: i semi poco carnosi si essiccano molto velocemente e pasta porli su una graticola per un paio di giorni, in luoghi caldi e asciutti, che coadiuvano questa trasformazione. Passato questo tempo, si può scartare la placenta ormai seccata e si possono raccogliere i semi in un piccolo contenitore in vetro, dove verranno conservati.
  • Metodo Scottex: i semi molto carnosi, ad esempio quelli di Pubescens, contengono gran
    quantitativi di sostanze oleose, per questo è meglio raccogliere semi e placenta in un foglio di carta da cucina e poi sigillarlo con un pezzo di scotch. Grazie alle sue capacità, assorbirà gran parte dei succhi in eccesso. Più tempo rimarranno chiusi nel foglio, migliori saranno i risultati che si otterranno.
  • Sporigami: sono delle bustine realizzate con la tecnica degli origami, realizzate appunto per la conservazione di spore e semi. Si parte da un foglio rettangolare, che va poi piegato in due, poi va praticata una piccola piega in basso, lasciando aperti i lati. Dopo ciò, capovolgere il foglio e piegare i lati formando due alette. Sulle stesse fare due nuove piccole alette nel verso esterno, poi incastrarle sotto la linea centrale. Non vi resta quindi che inserire al suo interno i semi prima di eseguire quest’operazione.
  • Sott’olio: questo metodo si ottiene immergendo i semi essiccati con la placenta insieme ai peperoncini, debitamente tagliati, in un contenitore ermetico riempito di olio. Una volta terminato l’olio di peperoncino, i semi possono essere “recuperati” eliminando l’olio in eccesso.

Con queste modalità, i vostri semi si dovrebbero conservare nel migliore dei modi. Quando andrete a riprenderli, i semi dovranno avere ancora un aspetto sano e carnoso. Eventuali macchie scure al centro, indicano che il seme è da scartare, perché non più sano.

Dove conservare i semi

I semi devono essere conservati in luoghi freschi, asciutti e bui. Lasciare i semi imbustati o sotto sporigami in scatole contenenti del riso, aiuterà ad eliminare l’umidità residua. Se i semi sono perfettamente secchi è possibile anche inserirli in bustine di plastica, in caso contrario però anche una minima percentuale di umidità potrebbe far marcire i semi.

Quanto durano i semi di peperoncino?

In un ambiente dal clima favorevole i semi possono durare fino a 2-3 anni. Più bassa è la temperatura del posto dove vengono conservati, maggiore sarà la loro durata, addirittura ponendoli in frigorifero la loro fertilità potrebbe perdurare fino a 10 anni. Sarebbe comunque meglio utilizzarli nel primo anno di conservazione, quando sono più fertili, successivamente, nonostante siano ancora vitali, la germinazione rimane più difficile.

Peperoncino e alimentazione

Le diverse varietà di peperoncini, oltre ad essere ornamentali e altamente impiegati a livello culinario, sono estremamente importanti anche per la salute. Possiedono diverse qualità benefiche: contengono un gran numero di vitamine, pepsicina, che garantisce il sapore piccante, e lecitina, contenuta negli stessi semi. Quest’ultima sostanza permette una maggiore elasticità arteriosa, invece la pepsicina stimola la circolazione sanguigna, regola l’intestino e aiuta le funzioni gastrica.
Infatti, un consumo moderato di peperoncino è adatto a chi soffre di problemi gastrici come acidità, ulcere e gastriti. L’importante però è usarli con prudenza, perché un eccesso al contrario può causare irritazioni ed altre patologie.

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