5 semi in OMAGGIO se metti mi piace ed entri a far parte della più grande community del peperoncino.

Lupini

INDICE:


Il lupino è una leguminosa (stessa famiglia delle fave, lenticchie e fagioli) che appartiene alla famiglia delle Fabacee, dove il suo impiego in agricoltura risale ad oltre 4.000 anni fa, quando gli antichi romani lo utilizzavano come fertilizzante.

Nell'alimentazione ha svolto fin qui un ruolo marginale, soprattutto se paragonato ad altri legumi, anche se ultimamente se ne parla sempre più spesso come uno degli alimenti del futuro, per i numerosi benefici nutrizionali evidenziati da recenti studi.

Pianta

In Italia la varietà più conosciuta è il lupino bianco, che viene coltivato in alcune regioni del sud, come Campania e Lazio, dove il terreno è subacido di origine vulcanica;

La pianta è caratterizzata da un fusto poco ramificato che può raggiungere un'altezza di circa 1,5 mt e presenta grandi fiori vistosi e biancastri, talvolta maculati di celeste. Le foglie, alterne e palmato-composte, mostrano una delicata peluria sulla pagina inferiore, mentre quella superiore risulta glabra; particolare è il movimento delle foglie in base allo spostamento del sole nel cielo.

Coltivazione

Il lupino va considerato come una coltura miglioratrice che si alterna con il cereale autunnale e che richiede una tecnica non meno curata delle altre coltivazioni. Necessita di aratura delle stoppie a media profondità, anticipata il più possibile rispetto alla semina, ed erpicature per preparare il letto di semina.

Il terreno ideale per la coltivazione di questa pianta deve infatti avere un buon grado di acidità e favorire il drenaggio, evitando ristagni d'acqua che possono risultare dannosi per le piante.

La semina avviene in inverno, tra ottobre e novembre, mentre la raccolta può essere effettuata tra giugno e luglio. In questo periodo le piante sono pronte per essere falciate, partendo dalla base, lasciandole poi essiccare al sole, per prelevarne i semi.

La conservazione dei semi può avvenire dentro sacchetti di carta, in luogo fresco e asciutto, oppure dentro barattoli di vetro a chiusura ermetica.

Utilizzo

Prima del consumo, i semi vanno tenuti in acqua per 3-4 giorni, cambiandola ogni 12 ore e occorre bollirli successivamente per almeno 20 minuti, in modo tale da eliminare la lupo-tossina, responsabile del retrogusto amarognolo e dal potenziale nocivo.

I lupini, una volta cucinati e resi commestibili, possono essere utilizzati in salamoia come snack per aperitivi, oppure per preparare zuppe e altre ricette a base di legumi.

Dai semi tostati del lupino si può inoltre ottenere un surrogato del caffè, mentre la sua farina è utilizzata nei mangimi per il bestiame, ma anche nell'alimentazione umana, soprattutto nei prodotti per celiaci, perché priva di glutine.

Proprietà salutari

Oltre ai suoi molteplici impieghi, il lupino sta tornando sulle tavole degli italiani anche grazie a recenti studi, che ne hanno evidenziato i benefici sulla salute, un valido aiuto per i pazienti affetti da diabete mellito, perchè contenente una proteina (conglutina-gamma) in grado di 'mimare' l'effetto dell'insulina.

Rappresentano inoltre anche un'importante fonte proteica, che li rende ideali per chi ha scelto di eliminare la carne animale dalla propria alimentazione, come vegetariani o vegani, ormai sempre più numerosi, si calcoli che la percentuale proteica dei lupini è 38 grammi ogni 100 di prodotto.

Valori nutrizionali (x 100 gr)

  • Calorie 371;
  • Grassi 10 g;Colesterolo 0 mg
    • Ø Acidi grassi saturi 1,2 g;
    • Ø Acidi grassi polinsaturi 2,4 g;
    • Ø Acidi grassi monoinsaturi 3,9 g;
  • Sodio 15 mg        
  • Potassio 1.013 mg         
  • Carboidrati 40 g 
  • Fibra alimentare 19 g   
  • Proteina 36 g

I lupini contengono inoltre una buona quantità di minerali, in particolare ferro, potassio e zinco e vitamine, tra cui vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B6 e vitamina C.


Commenti