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Borragine


Non è possibile descrivere in poche parole la borragine, una pianta dalle straordinarie e insospettabili proprietà, a cominciare dai suoi fiori, talmente belli da renderla perfetta come pianta ornamentale, ma sarebbe riduttivo parlare solo di questo aspetto, fin dall’antichità, infatti, sono note le virtù terapeutiche, per non parlare delle infinite possibilità di combinare il gusto della borragine con i sapori della cucina nostrana.

Origini

Le origini della borragine affondano le loro radici in un tempo molto lontano, anticamente era molto conosciuta e utilizzata in un’area del Medio Oriente piuttosto ampia. Successivamente, fu esportata in altri Paesi e, una volta arrivata in Spagna, si diffuse in quasi tutta l’Europa.

L’etimologia del nome racchiude una serie di significati molto suggestivi che rimandano a oggetti concreti, o a concetti astratti, ma di grande impatto evocativo, come “burach”, coraggio, termine di origine celtica. Questo ci fa capire che, nell’immaginario collettivo del passato, la borragine era considerata efficace sia per il corpo sia per l’anima.

Pianta

La pianta predilige altezze non troppo elevate (800-1000 metri) ed è particolarmente apprezzata per gli stupendi fiori blu dalle caratteristiche sfumature viola. Le foglie sono ricoperte di una sorta di peluria e, per questo motivo, appare evidente il legame etimologico con il termine latino “burra”, lana grezza e ruvida.

Coltivazione

La borragine non ha bisogno di grandi attenzioni, è sufficiente rendere il terriccio più morbido, in modo che il seme possa attecchire facilmente. La coltivazione biologica, negli orti a conduzione familiare, è particolarmente indicata per salvaguardare le proprietà officinali della borragine. E’ possibile coltivarla anche in un vaso, in questo caso, i semi devono essere messi a bagno la sera prima e il contenitore deve essere preparato “ad hoc” con fertile humus. La coltivazione rigorosamente biologica esalta le proprietà e il sapore della borragine, garantendo l’indubbia qualità del prodotto.

Raccolta

La borragine può essere raccolta dopo circa otto settimane dalla semina. Della borragine, è proprio il caso di dirlo, non si butta via niente, le foglie si raccolgono generalmente in primavera e vengono utilizzate per scopi prevalentemente officinali, anche i fiori possono essere utilizzati e, naturalmente, gli steli sono ottimi da friggere e da mangiare.

Conservazione

La borragine si può conservare senza particolari problemi, anche se, in realtà, è preferibile consumarla fresca, perché i fiori e le foglie, una volta essiccati, conservano solo in parte le loro proprietà.

Considerazioni

La borragine è sicuramente una pianta ricchissima sotto il profilo nutrizionale, perché ricca di vitamina C e di potassio, è un ottimo rimedio contro i malanni di stagione, ha proprietà lassative e sembra che sia efficace anche contro la depressione. Come mai, allora, questo meraviglioso dono della terra non ha il giusto rilievo che merita? Probabilmente, a causa delle diffuse leggende metropolitane sulla presunta tossicità della pianta che, se consumata cruda e in grande quantità, potrebbe avere effetti nocivi soprattutto a livello epatico. Non è il caso di lasciarsi scoraggiare da queste convinzioni, soprattutto perché gli antichi, esperti conoscitori di botanica, pur senza avere cognizioni scientifiche specifiche, apprezzavano moltissimo le qualità di una pianta adatta a sfamare e a curare il corpo.


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